I parassiti intestinali di cani e gatti (elminti) appartengono a circa 20 specie diverse.

Il contagio può avvenire attraverso l’ambiente in un terreno contaminato dalle feci di altri cani o gatti infetti, da insetti definiti vettori come pulci o zanzare e, in percentuale inferiore rispetto alle precedenti vie di contagio, anche dall’assunzione di visceri (fegato o polmoni) mangiati crudi di animali malati da parte di cani e gatti.

ASCARIDOSI

L’ascaridosi nei carnivori. domestici e in particolare nel cane è diffusa in tutto il mondo ed è causata da Toxocara canis, Toxocaris leonina, Toxocara cati.

Allo stadio adulto si localizzano nell’intestino tenue dei loro ospiti. Toxocara canis raggiunge la lunghezza di 12 cm, è di colore biancastro e a sezione prevalentemente circolare; ricorda uno spaghetto con le estremità più sottili rispetto alla parte centrale.

La forma adulta parassita il cane.

Normalmente la trasmissione avviene dalla madre al feto per via transplacentare ad opera delle larve presenti nell’organismo materno a livello dei visceri e dei tessuti.

I cuccioli possono infestarsi per via orale solo nei primi giorni di vita ingerendo le uova diffuse nell’ambiente (attraverso le feci) o le larve presenti nel colostro e nel latte.

Nel caso di infestazione attraverso le uova, nel cucciolo al di sotto delle 12 settimane si ha una migrazione entero-pneumo-tracho-enterale (intestinale, polmonare, tracheale e di nuovo intestinale); l’infestazione attraverso la forma larvale con il colostro o il latte, non prevede una migrazione delle larve nei distretti dell’organismo, ma completano lo sviluppo in sede intestinale diventando adulte in circa 30 giorni.

Toxocaris leonina raggiunge al massimo 10 cm di lunghezza, è di colore bianco rosato; si ritrova da adulto nel gatto e nel cane. Toxocara cati ha le stesse dimensioni del precedente, si ritrova prevalentemente nel gatto.

Per queste due ultime specie, l’infestazione si realizza per via orale con l’ingestione di uova contenenti larve che. si trovano nell’ambiente o di larve presenti nel latte (Toxocara cati), nei muscoli e negli organi di topi.

Nel topo, infatti, le larve di questi ascaridi si arrestano a livello muscolare e sono vitali per molto tempo.

Nell’intestino del cane o del gatto le migrazioni sono limitate allo spessore della mucosa intestinale.

Solo per Toxocara canis è possibile una migrazione entero-pneumo-tracho-enterale quando l’infestazione si realizza con l’ingestione di uova larvate; nelle infestazioni causate da larve presenti negli ospiti vettori o nel latte, non si hanno migrazioni.

ANCHILOSTOMOSI

Nei cani è sostenuta dall’Ankylostoma caninum: lunghezza 0,8—2 cm, biancastro.

Un’estremità si presenta incurvata e provvista di un apparato boccale dotato di denti uncinati.

La forma adulta si ritrova nel duodeno e nel digiuno del cane fissato alla mucosa.

Le uova espulse con le feci dagli animali portatori in adatte condizioni ambientali (caldo—umido), liberano forme larvali che in pochi giorni diventano infestanti.

La penetrazione nell’ospite avviene principalmente per via cutanea dove la cute è più delicata (addome, spazi interdigitali), meno frequentemente per via orale.

Comunque le larve attraverso il sangue dell’organismo ospite raggiungono i polmoni, penetrano negli alveoli e grazie al movimento dell’epitelio vibrante risalgono i bronchi e trachea fino alla laringe da dove deglutite raggiungono l’intestino sede definitiva di sviluppo e moltiplicazione.

In caso di infestazione per via orale, la migrazione compiuta dalle larve è limitata alla parete intestinale prima di diventare forme adulte. Non tutte le larve che raggiungono i polmoni passano negli alveoli: alcune penetrano i capillari venosi, raggiungono la parte sinistra del cuore e con la circolazione ematica raggiungono vari organi e tessuti; successivamente vengono o incapsulate dall’organismo e metabolizzate o sopravvivono nell’ ambiente al limite delle condizioni necessarie alla sopravvivenza.

Nelle cagne gravide, le larve che sopravvivono in queste situazioni ambientali probabilmente mobilitate da fattori ormonali, possono infestare i feti nei quali si trasformano nella forma adulta nel cucciolo di 15 giorni circa di età.

L’infestazione dei cuccioli può manifestarsi anche con l’allattamento per liberazione attraverso il colostro delle larve da parte della mamma fino a 3 settimane dopo il parto.

Nel gatto l’anchilostomatosi è causata raramente da Uncinaria stenocephala e più spesso da Ankylostoma tubaeforme, poco più piccolo di Ankylostoma caninum, ma con identiche modalità di riproduzione ed infestazione, ad eccezione della trasmissione per via mammaria che non è stata dimostrata.

La malattia è poco diffusa, probabilmente per le scarse possibilità di contagio legate alle abitudini alimentari e di vita del gatto di casa. Le infestazioni gravi si manifestano con anemia, diarrea emorragica e dimagramento.

CESTODOSI (TENIE)

Sono vermi biancastri. piatti dall’aspetto simile a tagliatelle.

Vivono nell’intestino dove si nutrono di materialo alimentare.

Esistono molte specie di tenie che colpiscono sia gli animali domestici che quelli di interesse zootecnico.

ln passato le difficili condizioni igieniche e le abitudini di vita promiscue con la presenza di animali d’allevamento molto vicini all’uomo, hanno coinvolto e colpito anche le persone che si infestavano con la tenia che veniva popolarmente definito “verme solitario” anche perché le forme essendo ermafrodite hanno sullo stesso verme l’apparato riproduttore maschile e femminile.

Il ciclo di Dipylidium caninum, la cui forma adulta alberga l’intestino dei carnivori e può raggiungere la ragguardevole lunghezza di 80 cm, inizia con la liberazione proprio nell’intestino di parti del corpo del verme adulto definite proglottidi che sono piene di uova. Vengono espulse attraversando l’ultimo tratto del retto del cane o per movimento proprio o con la massa fecale. Nel terreno le proglottidi lasciano uscire le uova che devono essere ingerite dalla pulce definita “ospite intermedio specifico”. il cane e il gatto si infestano mangiando la pulce malata perché agganciata ad un filo d’erba o presente comunque sul terreno.

Alcune tenie utilizzano al posto della pulce altri animali come ospiti intermedi nei quali causano la formazione di cisti nei visceri; data la particolarità di quest’ultima forma di trasmissione, la diffusione della stessa tenia e l’infestazione a cani e gatti è legata al consumo crudo di visceri infestati e quindi relativamente confinata a zone rurali o sub urbane.

Il gatto è recettivo agli stessi cestodi che infestano il cane; più frequentemente si ritrovano in questo animale oltre al Dipylidium caninum, Mesocestoides lineatus e Taenia (Hydatigena) taeniaeformis, armata lunga 50-60 cm la cui forma larvale (Cysticercus fasciolaris), si sviluppa nel fegato dei roditori.

Le infestazioni gravi nei gattini possono provocare fenomeni convulsivi (crisi epilettiformi).

TRICURIOSI

li Trichurius è lungo 4-7 cm ed è un verme che vive nell’ultimo tratto dell’intestino del cane con la parte anteriore sottilissima infissa nella mucosa intestinale. Le forme adulte vivono nell’intestino dove si accoppiano.

Le femmine depongono migliaia di uova che vengono espulse con le feci.

Le uova maturano nel terreno per 3 settimane e originano larve che perforando la cute del cane migrano fino all’intestino o vengono ingerite dall’esterno con l’assunzione di elementi che il cane trova per terra. Dopo 3 mesi le larve si trasformano in adulti che vivono anche fino ad 1 anno e 1/2 alimentandosi con il materiale di transito nell’intestino.

I tricuridi causano dimagramento, diarrea anche emorragica, anemia.

QUALI SONO I VERMI INTESTINALI PILI’ FREQUENTI?

  • ASCARIDI: sono più frequenti nei cuccioli, sono rotondi, lunghi 10 – 20 cm.
  • ANCHILOSTOMl: frequenti in cani e gatti, sono rotondi, lunghi 1,5 cm.
  • TRICHIURIDI: frequente nel cane (raro nel gatto), sono rotondi, lunghi 4-7 cm, con estremità sottile.
  • TENIE: frequenti in cani e gatti, sono piatti, segmentati, con ospiti intermedi.

NORME IGENICHE

  • Lavarsi le mani dopo aver giocato con i cani soprattutto cuccioli e prima di mangiare.
  • Munirsi degli appositi sacchetti e raccogliere e gettare nei contenitori per rifiuti le feci del nostro cane, soprattutto a passeggio in città o nei parchi pubblici.
  • Curare la pulizia dei canili e distruggere le feci.
  • Non somministrare interiora di animali non controllate dal Servizio di Veterinaria Pubblica, soprattutto lepri, conigli, ovini.

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